Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: Termine Ordinatorio

TERMINE STIPULA CONTRATTO: NON PUO' ESSERE RIMESSO ALLA MERA VOLONTA' DELLA S.A. MA VA TUTELATO L'AGGIUDICATARIO (32.8)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Ed invero, sebbene il termine per la stipula del contratto sia ordinatorio, non può essere rimesso ad libitum alla stazione appaltante in quanto, ove l’amministrazione procedente potesse costringere in ogni tempo l’operatore a concludere il contratto d’appalto, la relativa disposizione di legge risulterebbe completamente svuotata della funzione che le è propria; vale a dire quella di tutelare « (...)

TERMINE DI CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO: HA NATURA ORDINATORIA SALVO ESPRESSA PREVISIONE DI LEGGE

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Il collegio ritiene l'appello è infondato. Quanto alla censura riguardante l’asserita violazione del termine di conclusione del procedimento, va premesso che il carattere della perentorietà del termine può essere attribuito ad una scadenza temporale solo da una espressa norma di legge.Pertanto, in assenza di specifica disposiz (...)

TERMINE PER AGGIUNDICAZIONE DEFINITIVA - RAGIONI DI URGENZA - NATURA ORDINATORIA NEGLI APPALTI SOTTOSOGLIA (17.9)

TAR SICILIA CT - SENTENZA

Per quanto concerne la quarta doglianza, ne viene dapprima eccepita l’inammissibilità, in quanto la possibilità di procedere alla consegna anticipata risultava espressamente prevista nella lettera-invito, rispetto a cui la ricorrente avrebbe prestato piena acquiescenza.Nel merito, si evidenzia che la possibilità di procedere alla (...)

NATURA NON PERENTORIA DEL TERMINE PER LE GIUSTIFICAZIONI DI ANOMALIA DELL'OFFERTA (110.2)

TAR CAMPANIA NA - SENTENZA

Il Collegio condivide sul punto l’orientamento giurisprudenziale secondo cui «la mancata o anche la tardiva produzione delle giustificazioni dell'offerta non può comportare l'automatica esclusione dell'offerta sospettata di anomalia, perché in questi casi la stazione appaltante deve comunque valutare la stessa, anche sulla sola scorta della documentazion (...)

NATURA ORDINATORIA DEL TERMINE PER LA SEGNALAZIONE ALL'ANAC DELLE RISOLUZIONI CONTRATTUALI (213.10)

TAR LAZIO - Sentenza

Il termine di trenta giorni fissato dal Regolamento per la gestione del Casellario informatico per la segnalazione di fatti rilevanti non è posto a pena di decadenza. La sua inosservanza da parte della Stazione Appaltante non determina l'illegittimità dell'annotazione né la consumazione del potere dell'Autorità, ma rileva solo per l'eventuale irrogazione di sanzioni al soggetto inadempiente all'ob (...)

NATURA ORDINATORIA DEL TERMINE DI SEGNALAZIONE E SINDACATO ANAC SULLE ANNOTAZIONI (213.10)

TAR LAZIO - Sentenza

Il termine di trenta giorni previsto per la segnalazione all'ANAC dei fatti rilevanti per l'annotazione nel Casellario informatico ha natura ordinatoria, non derivando dalla sua inosservanza la decadenza dal potere di annotazione o l'illegittimità dell'atto. In sede di istruttoria, l'Autorità esercita un sindacato estrinseco volto a verificare la non manifesta infondatezza della segnalazione effet (...)

NATURA NON PERENTORIA DEL TERMINE DI SEGNALAZIONE DELLE RISOLUZIONI CONTRATTUALI AL CASELLARIO (213.10)

TAR LAZIO - Sentenza

Il termine previsto per la segnalazione delle risoluzioni contrattuali all'ANAC ha natura ordinataria e non perentoria, con la conseguenza che l'eventuale tardivit non inficia la legittimit dell'annotazione. Il sindacato dell'Autorit sulla segnalazione  limitato alla verifica della non manifesta infondatezza e della non implausibilit della ricostruzione fattuale operata dall'amministrazione, (...)

LIMITI AL DIRITTO DI RECESSO DELL'AGGIUDICATARIO PER MANCATA STIPULA DEL CONTRATTO (32.8)

TAR SICILIA SEZIONE STACCATA DI CATANIA - Sentenza

Il termine di sessanta giorni per la stipula del contratto di appalto, pur attribuendo all'aggiudicatario un diritto di recesso, non opera automaticamente se l'operatore economico partecipa attivamente alle fasi preliminari all'esecuzione o assume impegni tecnici che presuppongono la volontà di contrarre, configurando un'accettazione del differimento del termine stesso. (...)