Giurisprudenza e Prassi

TERMINE PER IMPUGNARE L'AFFIDAMENTO DIRETTO: 30 GIORNI DALLA PUBBLICAZIONE DELLA DECISIONE A CONTRARRE, COSTITUENTE L'ATTO CONCLUSIVO E LESIVO (50)

TAR LAZIO RM SENTENZA 2026

In tema di contratti pubblici, il termine decadenziale per l'impugnazione di un affidamento diretto, anche se preceduto da un'indagine di mercato senza contingentamento degli inviti, decorre dalla data di pubblicazione della decisione di contrarre sul profilo della stazione appaltante o sulla Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP), ai sensi dell'art. 50, comma 9, del D.Lgs. n. 36/2023. L'istanza di accesso agli atti presentata dal concorrente non è idonea a differire il dies a quo del termine di impugnazione qualora gli elementi essenziali della lesione siano già percepibili dal provvedimento pubblicato.

"Ritiene [...] il Collegio che fosse senz’altro esigibile, in capo alla ricorrente, un comportamento diligente di verifica degli esiti dell’indagine di mercato mediante la consultazione periodica dell’albo on line dell’Amministrazione committente, dovendo sul punto richiamarsi anche la già menzionata sentenza n. 12/2020 dell’Adunanza Plenaria secondo cui “L’impresa interessata – che intenda proporre un ricorso - ha l’onere di consultare il ‘profilo del committente’, dovendosi desumere la conoscenza legale degli atti dalla data nella quale ha luogo la loro pubblicazione con i relativi allegati (data che deve costantemente risultare dal sito)”.

Né può condividersi l’assunto secondo cui la ricorrente, avendo tempestivamente presentato istanza di accesso agli atti, avrebbe assolto ogni onere di diligenza, con conseguente differimento della decorrenza del termine di impugnazione, atteso che l’istanza di accesso non può ritenersi idonea, di per sé, a sospendere o differire il termine decadenziale, salvo che i documenti richiesti risultino indispensabili per la percezione della lesione, circostanza che non ricorre nel caso di specie secondo quanto ora si dirà.

Ne discende che il dies a quo di decorrenza del termine decadenziale di trenta giorni va individuato nella data di pubblicazione dell’atto di affidamento diretto sull’albo on line dell’Amministrazione, i.e. il 5 novembre 2025.

Sotto altro e connesso profilo, non può essere condivisa la deduzione della ricorrente secondo cui la pubblicazione della decisione di contrarre non sarebbe stata idonea a far conseguire la piena conoscenza della lesione, sul presupposto che tale provvedimento fosse motivato solo per relationem al verbale del 28-29 ottobre 2025, “rimasto inaccessibile fino al suo deposito in giudizio”.

Più nel dettaglio, al fine di poter affermare la decorrenza del termine decadenziale dalla data di pubblicazione della decisione di contrarre sul sito istituzionale dell’Amministrazione, occorre stabilire se, nel caso in esame, la pubblicazione dell’atto abbia consentito alla ricorrente di conseguire la “piena conoscenza” della causa della lesione conseguente alla non ammissione all’affidamento diretto in suo favore e, dunque, degli elementi essenziali per la proposizione dell’impugnazione onde evitare un ricorso “al buio”.

In questo quadro, la più recente giurisprudenza ha precisato che, ai fini della decorrenza del termine decadenziale, non è richiesta una conoscenza integrale e analitica di tutti gli atti del procedimento, essendo sufficiente la percezione degli elementi essenziali della lesione, ferma restando la possibilità di proporre motivi aggiunti all’esito dell’accesso."

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