Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici
Argomento: sicurezza sul lavoro
ILLEGITTIMO IL PROVVEDIMENTO INTERDITTIVO ADOTTATO OLTRE I TERMINI DI RAGIONEVOLE TEMPESTIVITÀ
In materia di sicurezza sul lavoro, il provvedimento di interdizione alla contrattazione con le stazioni appaltanti deve essere emanato tempestivamente dall'amministrazione competente. Il superamento del termine ragionevole di 45 giorni dalla ricezione della documentazione, senza adeguata motivazione sulle ragioni del ritardo, configura una violazione del principio di celerità dell'azione amminist (...)
NATURA RICOGNITIVA DEL DECRETO INTERDITTIVO PER VIOLAZIONI DELLA SICUREZZA (14.2)
L'interdizione dalla contrattazione con le stazioni appaltanti derivante da gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro costituisce una misura accessoria e ricognitiva di un divieto ex lege. Tale provvedimento può essere legittimamente adottato anche dopo la cessazione della sospensione dell'attività, a condizione che la sua efficacia temporale sia parametrata alla durata della sospensione (...)
LEGITTIMO IL DECRETO INTERDITTIVO ANCHE SE ADOTTATO DOPO LA REVOCA DELLA SOSPENSIONE DEI LAVORI (14.2)
Il decreto interdittivo di cui all'art. 14 del d.lgs. n. 81/2008 non costituisce una sanzione autonoma ma una misura accessoria e ricognitiva di una sospensione effettivamente operante, la cui legittimità permane anche dopo la revoca della sospensione stessa per intervenuta regolarizzazione, al fine di garantire alle stazioni appaltanti la piena conoscenza dei precedenti dell'operatore economico. (...)
NATURA RICONOGNITIVA DEL DIVIETO DI CONTRARRE CON LA PA PER VIOLAZIONI SULLA SICUREZZA
Il provvedimento di interdizione a contrarre con la Pubblica Amministrazione, adottato ai sensi dell'art. 14 del D.Lgs. n. 81/2008, ha natura ricognitiva e vincolata, costituendo un effetto automatico della sospensione dell'attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di sicurezza. Tale natura esclude l'obbligo di comunicazione di avvio del procedimento e consente l'adozione dell'atto (...)
NATURA VINCOLATA DELL'INTERDITTIVA A CONTRARRE E OBBLIGO DI CORRETTA RAPPRESENTAZIONE NEL CASELLARIO
L'interdizione a contrarre con la pubblica amministrazione ai sensi dell'art. 14, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008 costituisce una misura accessoria e vincolata, di carattere meramente ricognitivo. L'erronea indicazione della durata del periodo di sospensione nel provvedimento trasmesso all'ANAC configura un vizio di legittimità per lesione della posizione dell'operatore economico. (...)
NATURA RICOGNITIVA DEL PROVVEDIMENTO INTERDITTIVO PER VIOLAZIONI DELLA SICUREZZA SUL LAVORO (14.1)
L'omessa o errata indicazione del termine e dell'autorità cui ricorrere in calce al provvedimento amministrativo integra una mera irregolarità inidonea a ledere la legittimità dell'atto. Il decreto ministeriale di interdizione a contrarre, avendo natura ricognitiva, non è soggetto a termini perentori di decadenza e può essere emanato tempestivamente anche dopo la cessazione della sospensione, a co (...)
LEGITTIMITÀ DEL DECRETO INTERDITTIVO RICOGNITIVO ADOTTATO DOPO LA REVOCA DELLA SOSPENSIONE (14.2)
Il decreto interdittivo a contrarre adottato dal Ministero ai sensi dell'art. 14, comma 2, del D.Lgs. n. 81/2008 ha natura vincolata e ricognitiva di un divieto già operante per legge; ne consegue che la sua adozione tardiva o successiva alla revoca della sospensione dell'attività non ne determina l'illegittimità, purché la sua efficacia sia temporalmente limitata al solo periodo di effettiva vige (...)
NATURA VINCOLATA DELL'INTERDIZIONE A CONTRARRE PER VIOLAZIONI SULLA SICUREZZA (14.2)
Lo scollegamento dei componenti essenziali di un sistema di protezione di un macchinario configura una modifica del dispositivo di sicurezza idonea a giustificare la sospensione dell'attività imprenditoriale. Poiché l'interdizione a contrarre con le stazioni appaltanti discende ex lege dall'efficacia della sospensione, il provvedimento ministeriale e l'annotazione dell'Autorità hanno natura merame (...)
LEGITTIMO IL DIVIETO A CONTRARRE NONOSTANTE LA REVOCA DELLA SOSPENSIONE DELL'ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE (95.1)
La sopravvenuta revoca della sospensione dell'attività imprenditoriale per violazioni antinfortunistiche non preclude l'adozione del decreto ministeriale di interdizione a contrarre, in quanto atto accessorio e meramente ricognitivo volto a formalizzare una circostanza oggettiva rilevante ai fini della tracciabilità delle condotte professionali; trattandosi di attività vincolata, non è richiesto i (...)
NATURA RICOGNITIVA E VINCOLATA DEL PROVVEDIMENTO INTERDITTIVO PER VIOLAZIONI DELLA SICUREZZA (14.2)
Il provvedimento di interdizione alla contrattazione con le stazioni appaltanti costituisce un atto vincolato e meramente ricognitivo di una condizione già realizzata per legge a seguito della sospensione dei lavori per gravi violazioni della sicurezza. Ne consegue che la sua adozione tardiva rispetto ai termini istruttori non perentori stabiliti dall'Amministrazione Centrale non ne determina l'il (...)
NATURA VINCOLATA E RICOGNITIVA DELL'INTERDIZIONE A CONTRARRE PER VIOLAZIONI SULLA SICUREZZA
L'interdizione a contrarre con la Pubblica Amministrazione conseguente alla sospensione dell'attività imprenditoriale per violazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro non ha natura sanzionatoria autonoma, ma costituisce una misura accessoria e vincolata di carattere meramente ricognitivo. Tale provvedimento assolve a una funzione di trasparenza e tracciabilità, consentendo a (...)
LEGITTIMA L'INTERDIZIONE A CONTRARRE ANCHE DOPO LA REVOCA DELLA SOSPENSIONE DELL'ATTIVITÀ (14.2)
L'adozione del decreto di interdizione a contrarre con le pubbliche amministrazioni, ai sensi dell'art. 14, comma 2, del D.Lgs. n. 81/2008, costituisce un atto vincolato e meramente ricognitivo di una condizione di sospensione dell'attività imprenditoriale già realizzatasi. La sopravvenuta revoca della sospensione non preclude l'emanazione del provvedimento interdittivo, purché la sospensione abbi (...)
NATURA VINCOLATA DELL'INTERDIZIONE A CONTRARRE PER VIOLAZIONI SULLA SICUREZZA
L’interdizione a contrarre con le pubbliche amministrazioni, prevista dall'art. 14, comma 2, del d.lgs. n. 81 del 2008, non ha natura sanzionatoria autonoma ma costituisce una misura accessoria e vincolata, di carattere meramente ricognitivo, che dà attuazione a un effetto direttamente previsto dalla legge, traducendosi nella cristallizzazione giuridica di una situazione già verificatasi sul piano (...)
NATURA VINCOLATA E ACCESSORIA DELL'INTERDIZIONE A CONTRARRE PER VIOLAZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA (14.2)
Il provvedimento interdittivo adottato dal Ministero ai sensi dell'art. 14, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008 ha natura vincolata e ricognitiva di un effetto giuridico automatico derivante dalla sospensione dell'attività imprenditoriale. Tale atto assolve a una funzione di trasparenza e tracciabilità, consentendo alle stazioni appaltanti di disporre di informazioni oggettive sull'affidabilità dell'im (...)
NATURA VINCOLATA E RICOGNITIVA DELL'INTERDIZIONE A CONTRARRE PER VIOLAZIONI SICUREZZA
Il provvedimento di interdizione a contrattare con la Pubblica Amministrazione, adottato dal Ministero competente ai sensi dell'art. 14, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008, costituisce un atto puramente ricognitivo di un divieto stabilito dalla legge e privo di margini di discrezionalità amministrativa. Ne consegue che la sua adozione può intervenire anche a distanza di tempo e dopo che siano venute m (...)
OBBLIGATORIO IL DECRETO INTERDITTIVO ANCHE DOPO LA REVOCA DELLA SOSPENSIONE DELL'ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE
Il provvedimento di interdizione a contrarre con le pubbliche amministrazioni deve essere adottato anche qualora la sospensione dell'attività imprenditoriale per violazioni in materia di sicurezza sia stata revocata, a condizione che tale sospensione abbia effettivamente prodotto i suoi effetti. La misura, avendo natura accessoria e ricognitiva, è finalizzata a garantire la trasparenza e la legali (...)
NATURA VINCOLATA DELL'INTERDIZIONE A CONTRARRE PER GRAVI VIOLAZIONI SULLA SICUREZZA (14.2)
L'interdizione a contrarre con le stazioni appaltanti, disposta ai sensi dell'art. 14, comma 2, del D.Lgs. n. 81/2008, non ha natura sanzionatoria autonoma ma rappresenta una misura vincolata e ricognitiva di un effetto direttamente previsto dalla legge. Tale misura assolve a una funzione di trasparenza circa l'affidabilità dell'impresa e deve essere obbligatoriamente adottata ogniqualvolta la sos (...)
NATURA RICOGNITIVA E VINCOLATA DEL PROVVEDIMENTO INTERDITTIVO A CONTRARRE
Il provvedimento di interdizione a contrarre con le Pubbliche Amministrazioni, adottato ai sensi dell'art. 14, comma 2, del d.lgs. n. 81 del 2008, ha natura vincolata e meramente ricognitiva, limitandosi a dare attuazione a un effetto legale già prodottosi per effetto della sospensione dell'attività imprenditoriale. Ne consegue che la sopravvenuta revoca della sospensione non impedisce l'adozione (...)
NATURA VINCOLATA E RICOGNITIVA DELL'INTERDIZIONE A CONTRARRE PER VIOLAZIONI DELLE NORME SULLA SICUREZZA (14.2)
Il provvedimento ministeriale di interdizione a contrarre con le pubbliche amministrazioni conseguente alla sospensione dell'attività imprenditoriale per violazioni sulla sicurezza dei lavoratori è un atto vincolato e non sanzionatorio in senso tecnico. La revoca della sospensione incide solo sulla durata temporale del divieto, ma non elide la doverosità del decreto interdittivo, necessario a gara (...)
Argomenti:
IL REQUISITO DELL'INFRANGIBILITÀ NON È SURROGABILE CON L'ALTA RESISTENZA DEL CONTENITORE
Nelle gare d'appalto per la fornitura di dispositivi o medicinali, il requisito dell'infrangibilità del contenitore è tecnicamente distinto e superiore rispetto a quello dell'alta resistenza alla rottura; ne consegue che un'offerta che preveda contenitori meramente resistenti, ma non infrangibili, non è conforme alla lex specialis laddove quest'ultima richieda espressamente tale caratteristica per (...)
Argomenti:
ILLEGITTIMO IL DIVIETO DI CONTRATTARE EMANATO DOPO LA CESSAZIONE DELLA SOSPENSIONE LAVORATIVA
È illegittimo per difetto di presupposto il provvedimento interdittivo a contrarre con la pubblica amministrazione emanato dal Ministero quando il provvedimento di sospensione delle lavorazioni, disposto per violazioni sulla sicurezza, sia già stato revocato dall'autorità competente, venendo meno il nesso di necessaria strumentalità tra le due misure. (...)
ANNOTAZIONE ANAC ILLEGITTIMA SE L'INTERDIZIONE PER VIOLAZIONI SULLA SICUREZZA HA DURATA PARI A ZERO
In materia di sanzioni per violazioni della sicurezza sul lavoro, la segnalazione all'ANAC ai fini dell'annotazione nel Casellario informatico è strettamente correlata alla durata effettiva della sospensione dell'attività. Qualora la sospensione sia revocata quasi contestualmente alla sua irrogazione, determinando un'efficacia interdittiva nulla, l'Amministrazione deve omettere la comunicazione al (...)
INSUFFICIENZA CERTIFICAZIONI PREESISTENTI QUALE MISURA DI SELF CLEANING (96.6)
Ai fini del giudizio di affidabilità dell'operatore economico, la stazione appaltante non può valorizzare come misure di self-cleaning certificazioni di qualità già possedute dall'impresa prima della commissione dell'illecito professionale, essendo necessaria la dimostrazione di interventi correttivi e organizzativi postumi, concreti e specificamente diretti a prevenire reati della stessa specie. (...)
NATURA VINCOLATA E RICOGNITIVA DEL PROVVEDIMENTO INTERDITTIVO PER VIOLAZIONI DELLA SICUREZZA
In tema di gravi violazioni sulla sicurezza, il decreto di interdizione a contrarre con la pubblica amministrazione configura un atto vincolato e privo di margini di discrezionalità; ne consegue che non trova applicazione l'obbligo di comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 della legge n. 241/1990, trattandosi di misura accessoria ricognitiva di una condizione già realizzata e rilevante (...)
ANNOTAZIONE CASELLARIO ANAC DEI PROVVEDIMENTI INTERDITTIVI QUALE ATTO VINCOLATO E MERAMENTE INFORMATIVO (222.10)
L’annotazione nel Casellario Informatico dell’ANAC dei provvedimenti interdittivi a contrarre con la pubblica amministrazione, adottati ai sensi della normativa sulla sicurezza sul lavoro, costituisce un’attività vincolata e priva di margini discrezionali. Tale iscrizione risponde a esigenze di trasparenza e pubblicità funzionali a fornire un quadro completo delle vicende rilevanti che interessano (...)
Argomenti:
DECRETO INTERDITTIVO DOPO REVOCA SOSPENSIONE: ATTO VINCOLATO CON FINALITÀ DI TRASPARENZA
Il decreto interdittivo a contrarre con la Pubblica Amministrazione previsto dal Testo Unico sulla Sicurezza è un atto vincolato e ricognitivo che deve essere emesso ogniqualvolta si verifichi una sospensione dell'attività imprenditoriale, indipendentemente dalla sua successiva revoca, al fine di assicurare la conoscibilità dell'evento nelle fasi di selezione e qualificazione degli operatori econo (...)
LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER GRAVI VIOLAZIONI DELLA SICUREZZA E OMISSIONE DI INDAGINI PENALI RILEVANTI (95.1)
È legittima l'esclusione di un operatore economico per gravi illeciti professionali derivanti da plurime violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro, accertate dagli organi competenti, qualora la condotta risulti sistematica e recidiva. L'omessa dichiarazione di pendenze penali per fatti gravi integra una violazione dei doveri di trasparenza e lealtà, ledendo irrimediabilmente il rapporto fi (...)
NATURA RICOGNITIVA E VINCOLATA DELL'INTERDIZIONE A CONTRARRE PER VIOLAZIONI DELLA SICUREZZA (95.1)
Il provvedimento di interdizione a contrarre con le pubbliche amministrazioni, adottato in conseguenza della sospensione dell'attività per violazioni sulla sicurezza sul lavoro, ha natura vincolata e ricognitiva e non viene meno a causa della successiva regolarizzazione delle violazioni o dell'archiviazione del procedimento penale, le quali spiegano effetti solo ex nunc. (...)
SOSPENSIONE CAUTELARE DEL DIVIETO DI CONTRATTARE CON LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
È ammissibile la sospensione in via cautelare monocratica del provvedimento ministeriale che vieta a un operatore economico di stipulare contratti con la Pubblica Amministrazione ex D.Lgs. 36/2023, quando la misura interdittiva si fondi su una sospensione dell'attività imprenditoriale già oggetto di istanza di revoca e sussista il rischio di un danno grave e irreparabile per l'impresa. (...)
DECORRENZA DELL'INTERDIZIONE A CONTRARRE CON LA PA E ACQUIESCENZA AL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE (14.2)
L'interdizione a contrarre con le stazioni appaltanti, disposta in conseguenza di un provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale ai sensi dell'art. 14, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008, ha una durata necessariamente coincidente con il periodo di efficacia della sospensione stessa. La revoca della misura richiede la verifica del ripristino delle regolari condizioni di lavoro e il pagam (...)
DINIEGO DELLA SOSPENSIVA PER CARENZA DI PERICULUM E PERDUTA EFFICACIA DEL PROVVEDIMENTO INTERDITTIVO
Ai fini dell'accoglimento dell'istanza cautelare proposta contro un provvedimento di interdizione dalla partecipazione ai lavori pubblici, è necessario il requisito dell'attualità del pregiudizio; tale requisito difetta qualora il provvedimento impugnato abbia già perduto efficacia, rendendo superfluo l'intervento sospensivo del giudice amministrativo. (...)
Argomenti:
LEGITTIMA L'INTERDIZIONE A CONTRARRE ANCHE IN CASO DI REVOCA DELLA SOSPENSIONE
In tema di sicurezza sul lavoro, il provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni previsto dall'art. 14 del d.lgs. n. 81/2008 deve essere adottato anche in presenza di una revoca del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale dovuta alla sanatoria delle violazioni. Qualora la sospensione abbia prodotto effetti, l'amministrazione è tenuta a cristall (...)
DURATA DELL'INTERDIZIONE A CONTRARRE LIMITATA AL PERIODO DI EFFETTIVA SOSPENSIONE AZIENDALE (14.2)
Il provvedimento interdittivo a contrarre con la pubblica amministrazione, adottato ai sensi dell'art. 14, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008, deve essere parametrato esclusivamente al periodo di effettiva efficacia della sospensione dell'attività imprenditoriale. Qualora intervenga un decreto di archiviazione che determina la decadenza della sospensione, l'Amministrazione è tenuta a limitare l'effica (...)
ILLEGITTIMA LA SOSPENSIONE IMPRENDITORIALE PER MANCATA ESIBIZIONE FISICA DEL PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA (14.1)
È illegittimo il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale motivato dalla sola mancata disponibilità materiale del Piano Operativo di Sicurezza presso il cantiere al momento dell'ispezione, qualora l'operatore economico ne abbia regolarmente curato l'elaborazione e la trasmissione in formato digitale in data anteriore al controllo, stante la tassatività delle fattispecie sanzionat (...)
Argomenti:
PREVALENZA DEGLI STANDARD DI SICUREZZA A BARRIERA SULLA COMPATIBILITÀ ECONOMICA DEI DISPOSITIVI ANTIBLASTICI
È illegittima la clausola del capitolato d'appalto che, pur richiedendo formalmente sistemi di sicurezza chiusi per farmaci antiblastici, impone specifiche tecniche (come l'attacco luer lock e l'uso di filtri) che di fatto escludono i più sicuri sistemi 'a barriera' (Closed System Transfer Device), violando il principio di massima protezione dei lavoratori contro il rischio cancerogeno e mutageno (...)
LEGITTIMA LA SOSPENSIONE IMPRENDITORIALE PER LAVORO IRREGOLARE SENZA COMUNICAZIONE PREVENTIVA (14.1)
Il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale per impiego di personale non in regola è legittimo qualora l'ispettorato riscontri la presenza sul luogo di lavoro di lavoratori privi di preventiva comunicazione obbligatoria; la nozione di lavoratore irregolare deve intendersi in senso ampio, includendo ogni tipologia contrattuale e prescindendo dalla prova della subordinazione, rilev (...)
VALIDITÀ DELL'INTERDIZIONE A CONTRARRE NONOSTANTE LA REGOLARIZZAZIONE DELLE VIOLAZIONI SULLA SICUREZZA
Il provvedimento ministeriale di interdizione a contrarre con le pubbliche amministrazioni presenta una portata meramente ricognitiva di un divieto stabilito dalla legge in presenza di un provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale. L'intervenuta regolarizzazione delle violazioni e il pagamento della sanzione pecuniaria non fanno venir meno l'obbligo dell'amministrazione centrale di (...)
PRINCIPIO DI TASSATIVITÀ DELLE CAUSE DI ESCLUSIONE E VALUTAZIONE DELL'OFFERTA TECNICA (10.1)
In tema di appalti pubblici, la valutazione della congruità e dell'adattabilità di un'offerta tecnica rispetto ai locali di esecuzione rientra nella discrezionalità tecnica della stazione appaltante; pertanto, il sindacato del giudice amministrativo è limitato alla verifica della non abnormità della scelta, non potendo lo stesso sostituire il proprio giudizio a quello della Commissione basandosi s (...)
IL REQUISITO DI INFRANGIBILITÀ DEI CONTENITORI IMPONE L'USO DI MATERIALI CHE ESCLUDANO IL RISCHIO DI ROTTURA FISICA
È illegittima l'aggiudicazione di una fornitura di medicinali pericolosi qualora i contenitori offerti non rispettino il requisito di infrangibilità previsto dalla lex specialis; tale clausola, interpretata sistematicamente con la normativa sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008), esige l'impiego di materiali che azzerino il rischio di dispersione accidentale e non semplicemente soluzioni tecn (...)
LEGITTIMA L'INTERDIZIONE A CONTRARRE CON LA PA PER L'IMPIEGO DI LAVORATORI IN NERO
È legittimo il decreto interdittivo a contrarre con la Pubblica Amministrazione qualora l'accertamento dell'impiego di personale non regolarizzato e delle violazioni sulla sicurezza sia supportato da dichiarazioni chiare e spontanee dei lavoratori raccolte dagli organi ispettivi, le quali prevalgono sulle contestazioni della parte ricorrente e consentono la precisa identificazione dell'impresa res (...)
OPERATIVITÀ SOSTANZIALE DEL PRINCIPIO DI ALTERNATIVITÀ TRA RICORSO GIURISDIZIONALE E STRAORDINARIO
Il principio di alternatività tra il ricorso giurisdizionale amministrativo e il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica deve essere interpretato in senso sostanziale, precludendo l'esame nel merito del gravame straordinario qualora la questione controversa sia già stata sottoposta al giudice amministrativo con riguardo a un atto connesso o basato sui medesimi presupposti fattuali e m (...)
DIVIETO DI CONTRATTARE CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E REVOCA DELLA SOSPENSIONE IMPRENDITORIALE (14.2)
In sede di ricorso straordinario avverso il provvedimento interdittivo della capacità di contrattare con la P.A., l'accertamento della sussistenza dell'interesse al ricorso è prioritario qualora emerga che l'Amministrazione abbia contestualmente proceduto alla revoca del provvedimento impugnato, privandolo così di ogni efficacia lesiva. (...)
RIGETTO DELLA TUTELA MONOCRATICA CONTRO IL DIVIETO DI CONTRATTARE CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (56.1)
Ai fini della concessione della tutela cautelare monocratica provvisoria ex art. 56 c.p.a., non è sufficiente l'allegazione di un generico pregiudizio, occorrendo invece la prova di un danno di estrema gravità ed urgenza che non consenta l'attesa della decisione collegiale; in difetto di tali elementi, unitamente a una prognosi favorevole sul merito (fumus), l'istanza va respinta. (...)
INVALIDITÀ DELL'INTERDIZIONE A CONTRATTARE PER RITARDO E DIFETTO DI MOTIVAZIONE
Ogni provvedimento amministrativo che incida sulla capacità di contrattazione di un operatore economico con la Pubblica Amministrazione, qualora emanato oltre i termini ordinari di tempestività, deve essere congruamente motivato sulle ragioni del ritardo. Ciò in osservanza del principio generale di affidamento che lega i rapporti tra privato e Amministrazione e del principio di speditezza dell'azi (...)
SOSPENSIONE ATTIVITÀ PER LAVORO IRREGOLARE E LIMITI AL CONTRADDITTORIO PROCEDIMENTALE (14.1)
La sospensione dell'attività imprenditoriale per lavoro irregolare è un provvedimento cautelare e vincolato che deve essere adottato contestualmente all'accesso ispettivo qualora venga accertato l'impiego di personale non regolarizzato in misura pari o superiore al 10% dei presenti; tale natura esclude l'obbligo di avviso di avvio del procedimento e di contraddittorio preventivo, in quanto le gara (...)
ESCLUSIONE PER GRAVI INFRAZIONI ALLA SICUREZZA SENZA NECESSITÀ DI ACCERTAMENTO DEFINITIVO (95.1)
Ai fini dell'esclusione di un concorrente per grave illecito professionale derivante da infrazioni alla sicurezza sul lavoro, l'ordinamento vigente non prescrive che l'accertamento compiuto dagli organi competenti sia definitivo o divenuto inoppugnabile. È sufficiente che la stazione appaltante acquisisca elementi di prova adeguati e veritieri che dimostrino la gravità della condotta, la quale sus (...)
SOSPESO IL PROVVEDIMENTO DI STOP ALL’ATTIVITÀ PER L’IMPRESA AUSILIARIA IN GARE PUBBLICHE
È legittima la sospensione cautelare del provvedimento di stop all'attività imprenditoriale emanato dall'Ispettorato del Lavoro quando quest'ultimo produca effetti paralizzanti sui rapporti contrattuali in corso con le stazioni appaltanti e sulla possibilità di partecipare a procedure di gara prossime alla scadenza, specialmente laddove l'operatore economico coinvolto rivesta la qualifica di impre (...)
LEGITTIMITA' DELL'ESCLUSIONE PER CONTENITORI FARMACEUTICI IN VETRO NON RESISTENTI ALLA ROTTURA
È legittima l'esclusione di un operatore economico che offra medicinali in flaconi di vetro qualora la lex specialis richieda espressamente contenitori resistenti alla rottura. Tale requisito tecnico, finalizzato a garantire la sicurezza degli operatori sanitari ed evitare la dispersione di sostanze tossiche in caso di caduta accidentale, non può ritenersi soddisfatto dal vetro, materiale intrinse (...)
LEGITTIMITÀ DELL'ANNOTAZIONE TRIENNALE NEL CASELLARIO ANAC PER GRAVI VIOLAZIONI DELLA SICUREZZA (222.10)
È legittima l'annotazione nel Casellario Informatico gestito dall'ANAC di provvedimenti interdittivi o di sospensione dell'attività per violazioni della normativa sulla sicurezza del lavoro per un periodo di tre anni. Tale annotazione non costituisce una sanzione aggiuntiva, bensì una misura di pubblicità-notizia necessaria a garantire alle stazioni appaltanti la conoscenza di fatti potenzialmente (...)
LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER INFRAZIONI ALLA SICUREZZA SE IL SELF-CLEANING E' GENERICO (95.1)
In tema di appalti pubblici, l'esclusione di un concorrente per gravi violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro può essere disposta sulla base di accertamenti ispettivi degli organi competenti, indipendentemente dall'esito del procedimento penale. Le misure di self-cleaning, per essere efficaci, devono incidere in modo risolutivo sulle carenze organizzative che hanno gener (...)

