REGOLARITA' FISCALE E CONTRIBUTIVA: LA MERA PRESENZA DI POSIZIONI DEBITORIE NEL BILANCIO NON EQUIVALE ALLA SUSSISTENZA DI DEBITI DEFINITIVAMENTE ACCERTATI (94.6)
L’assunto della ricorrente si fonda esclusivamente sulla presenza, nei bilanci delle consorziate, di poste debitorie riferite anche a obbligazioni verso l’erario o enti previdenziali. Ma tale elemento, di per sé, non è idoneo a dimostrare una situazione di irregolarità rilevante ai fini dell’esclusione dalla gara.
Il bilancio d’esercizio è redatto infatti secondo il principio di competenza economica, in forza del quale i costi – e i correlati debiti – devono essere iscritti nell’esercizio in cui maturano, indipendentemente dal momento in cui ne avverrà il pagamento. L’iscrizione contabile “fotografa”, dunque, l’esistenza di un’obbligazione sorta in capo alla società in un determinato periodo, ma non attesta, di per sé, né la scadenza dell’obbligazione né, tantomeno, il suo inadempimento.
La presenza di poste debitorie nel bilancio può, infatti, riferirsi a debiti non ancora esigibili, a importi oggetto di rateizzazione autorizzata dall’amministrazione, a somme contestate in sede amministrativa o giurisdizionale, ovvero a meri accantonamenti prudenziali. La mera indicazione di tali poste non equivale, dunque, alla sussistenza di un debito tributario o contributivo definitivamente accertato e non adempiuto.
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La certificazione ISO 39001 attiene, per definizione, al sistema di gestione della sicurezza stradale e non certifica la tipologia di lavorazioni svolte dall’impresa. Essa attesta, piuttosto, l’adozione di un modello organizzativo volto alla prevenzione e alla riduzione del rischio connesso alla circolazione stradale nell’ambito delle attività aziendali.
La circostanza che il perimetro operativo dell’impresa sia descritto nel certificato come “manutenzione di edifici civili” non muta la natura della certificazione, che resta riferita al sistema di gestione della sicurezza stradale applicato alle attività concretamente svolte dall’azienda. Il certificato prodotto corrisponde, dunque, esattamente alla previsione del disciplinare, la quale si limita a richiedere una ISO 39001, senza specificare quale debba essere l’oggetto dell’attività dell’impresa.
Analoghe considerazioni valgono per la certificazione della parità di genere. Essa attiene all’assetto organizzativo dell’impresa e alle politiche interne in materia di inclusione e non discriminazione, e non è ontologicamente collegata alla specifica tipologia di lavori o servizi oggetto della commessa. Si tratta di un attributo organizzativo dell’operatore economico, che rileva quale indice di qualità e responsabilità sociale dell’impresa, indipendentemente dal settore in cui essa opera.
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